
La STRATEGIA è ciò che una collettività deve perseguire per sopravvivere: essa è collegata alle esigenze strutturali che una determinata collettività ha: la strategia è data dalle condizioni esistenti, non si può scegliere. LA STRATEGIA NON SI ELABORA, SI DEDUCE. Nella disponibilità di una collettività c’è invece il come si vogliono perseguire gli obiettivi strategici, e questo “Come” ha il nome di TATTICA. LA TATTICA SI ELABORA.
Fatta questa premessa è facile intuire che il programma per la città, ovvero la strategia della città, che è ciò di cui la città stessa necessita per sopravvivere e progredire, ce lo dà essa stessa: la condizione sine qua non per dedurre il programma è conoscere a fondo il territorio, avendone chiare le carenze, i punti di forza e le necessità.
La tattica saranno invece gli strumenti che metteremo in campo per raggiungere gli obiettivi strategici. La domanda che quindi dobbiamo porci è: cosa manca alla nostra città per poter sopravvivere ed evolvere?
- SICUREZZA: Gli ultimi episodi di violenza (Rapine, accoltellamenti, risse, furti, abusivismo e degrado) lo dimostrano: la nostra città e noi cittadini onesti stiamo diventando preda di malviventi e dei cosiddetti “Maranza”. Noi Comaschi meritiamo una città che sia costantemente presidiata dalle forze dell’ordine, e a questo obiettivo verrà sacrificata una cospicua parte del bilancio. La mia proposta è di aumentare l’organico della Polizia Locale del 50%, non con l’obiettivo di dare multe, bensì per presidiare costantemente la città, e fare da deterrente a qualsiasi comportamento che sia contro la legalità ed il decoro urbano. Il secondo strumento, ma non meno importante, sarà quello di richiedere al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza un aumento delle unità in servizio nel capoluogo di provincia.
- COMO CITTÁ TURISTICA: Como deve decidere cosa vuole fare da grande: è una città postindustriale la cui fonte economica prevalente è quella turistica, ma fino ad oggi si è dimostrata incapace di gestirla, questa fonte. Dall’immediato post covid ad oggi noi Comaschi siamo stati investiti dal turismo, che abbiamo subito passivamente, nel bene e nel male. Il punto di partenza è quello di dirsi chiaramente che “Siamo diventati una città turistica”: se non si ha chiara in mente la propria identità non si può decidere dove vogliamo andare e come arrivarci. Siamo diventati una città turistica ma ancora non abbiamo espresso una visione programmatica: lo step che ci aspetta è decidere quale tipo di turismo vogliamo sviluppare, il target di turisti che vogliamo portare in città e, di conseguenza, il tipo di servizi che si dovranno predisporre per tutelare i cittadini Comaschi e rendere la proposta turistica efficiente e profittevole.
- TUTELA DEL CITTADINO: Como è una città divisa, in cui i residenti, al posto di godere dei benefici dell’economia turistica, ne subiscono gli effetti collaterali. Bisogna fare in modo che il turismo sia messo al servizio dei residenti, e che la ricchezza che porta sia superiore rispetto ai disagi che crea. Tradotto: bisogna investire i (Tanti) soldi nelle casse del Comune in servizi che alzino la qualità della vita dei cittadini.
- INFRASTRUTTURE: Como necessita di PARCHEGGI, PISCINE, STRADE, ASILI NIDO, SCUOLE, PONTILI E RIORGANIZZAZIONE PORTUALE, PARCHI, STRUTTURE SPORTIVE. Non di promesse dei 100 giorni: ma di lavoro duro, massimo impegno, serietà, affidabilità, competenza, pragmatismo e amore per la città.
- CULTURA ED EVENTI: Como, si sa, ama andare a letto presto; ma sappiamo altrettanto bene che è perennemente annoiata e con una gran voglia di espressione culturale, di più spazi e spazio per i giovani (Sani) e musei. Villa Olmo deve tornare ai fasti delle grandi mostre organizzate da Sergio Gaddi, e diventare il punto di riferimento degli eventi culturali che si terranno in città: il suo parco va sfruttato per mostre, concerti, eventi. Il circuito dei musei va invece razionalizzato e valorizzato: secondo gli ultimi dati disponibili risalenti al 2019, la provincia di Como registrò 3,9 milioni di presenze turistiche (Pernottamenti) più 36.000 presenze giornaliere, ma solamente 112.000 furono coloro che visitarono i musei. Significa che meno del 2% dei turisti viene attirato nei nostri musei, un risultato semplicemente inaccettabile: significa molti posti di lavoro non creati e tanta ricchezza persa, un vero peccato. L’obiettivo minimo deve essere 500.000 visitatori nei musei (Esclusa Villa Olmo) entro la fine del mandato.
- PULIZIA E VERDE: La città è sporca e disorganizzata, e una città che non rispetta sé stessa non può pretendere che sia rispettata da chi non la vive: uno straniero in vacanza e trova una città sporca è molto più probabile che non rispetti le norme di decoro urbano. Occorre potenziare la raccolta aumentandone la frequenza, (Alzando la tassa di soggiorno), e in orari sensati: lasciare la spazzatura sotto al sole con 35 gradi da metà pomeriggio è una pessima idea per tutti, cittadini e turisti; questa città bisogna inoltre pulirla, e bene: è necessario disporre i giusti apparati che controllino che gli addetti lo facciano bene. Servono inoltre molti più cestini nelle aree di maggior affluenza di persone. Per quanto riguarda la cura del verde urbano verrà accuratamente pianificata e sarà in egual misura in tutta la città: le periferie avranno lo stesso trattamento che verrà riservato al lungolago.
- ASSOCIAZIONI SPORTIVE E CULTURALI: Le associazioni sportive e culturali sono l’anima e l’identità storica di Como: occorre rinnovare loro le concessioni, consentire che effettuino attività commerciale (Con finalità di reinvestimento nell’associazione stessa) e vincolarle alla collaborazione con le scuole; i nostri bambini e i nostri nipoti devono amare l’identità storica della nostra città, devono viverla e tramandarla alle future generazioni. Le suddette associazioni, pur restando dei club privati, devono aprirsi alla cittadinanza, fissando aperture al pubblico: gli immobili, seppur in concessione, restano Comunali, e quindi di tutti i Comaschi. Questa deve essere l’immagine di Como: una città turistica in cui si fa business, aperta a gruppi stranieri, ma che non vende la propria identità, il proprio cuore pulsante.
- TECNOLOGIA: Como è nettamente indietro rispetto a tutte le principali mete turistiche europee: i servizi digitalizzati sono ai minimi termini e la mobilità è rimasta indietro di 30 anni. Allo stesso tempo Como ha nel senatore Alessio Butti il suo massimo esponente politico e, coincidenza, ha la delega all’innovazione tecnologica; tra le politiche che sta cercando di portare avanti, la più ambiziosa è quella di far diventare Como l’hub Europeo per ciò che riguarda l’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale. È quindi fondamentale sostenere il Senatore nella sua politica con l’obiettivo di far diventare Como l’avanguardia nazionale in questo campo: fondi europei e PNNR aspettano solo progetti validi in cui essere investiti; il Politecnico ed una galassia di start-up innovative non aspettano altro che essere valorizzate.
9 punti strategici, niente programmi da 40 capitoli confusionari e pieni di retorica fine a sé stessa, in cui tattica e strategia si fondono in un minestrone male assortito: 9 punti chiari, concisi, lineari, facilmente controllabili, difficilmente mistificabili, questa è la strategia che la situazione della città impone e di cui sarà mia premura e piacere svilupparne la tattica.
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