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Pensiero libero e radici

Pietro Peddone

Idee e visioni per Como e per l'Italia.
Cittadino di Como, pensatore libero. Da oltre vent'anni analizzo e vivo la nostra città con l'obiettivo di comprenderne le sfide e immaginarne il futuro.
CApacità di ascolto
Mi confronto con persone e realtà diverse per comprendere bisogni, criticità e punti di vista.
Visione d’insieme
Collego temi locali e nazionali per leggere i cambiamenti con una prospettiva più ampia.
Chiarezza
Affronto anche le questioni più complesse con un linguaggio semplice e diretto.
Responsabilità
Condivido ogni riflessione con serietà, consapevole del valore e dell’impatto delle parole.

La persona dietro le idee

Chi è Pietro Peddone?

Cittadino di Como, osservatore attento e pensatore liberale moderato. Racconto il territorio, le sue trasformazioni e le sfide del Paese attraverso analisi concrete, punti di vista indipendenti e una profonda fiducia nel confronto.

Pensiero indipendente
Analizzo temi e problemi senza seguire slogan o appartenenze, costruendo il proprio punto di vista attraverso l'esperienza.
Concretezza e pragmatismo
Parto dai fatti per individuare soluzioni realistiche, trasformando le riflessioni in proposte comprensibili e applicabili.
Legame con il territorio
Conosco Como, ne osservo da vicino le trasformazioni e affronto le sfide della città con attenzione, responsabilità e visione futura.

Idee e punti di vista

Le mie riflessioni su Como e sull'Italia

Osservo ciò che accade intorno a me, approfondisco i problemi e condivido il mio punto di vista. Riflessioni sulla città in cui vivo e sui temi che riguardano il futuro del Paese.

I problemi di Como
30/03/2026

Piscine a Como: riaprire via del Dos e Muggiò nel minor tempo possibile

La situazione delle piscine comunali di Como è a dir poco disperata. Dei quattro impianti presenti in città, ben due sono inattivi. Como è così rimasta senza un servizio fondamentale per le persone con disabilità e senza una piscina dotata di vasca olimpionica.

La piscina di Muggiò è chiusa da oltre sette anni, mentre quella di via del Dos è ormai inattiva da quattro anni.

Piscina di via del Dos: 700 persone senza un servizio fondamentale

Partiamo dalla piscina di via del Dos.

Da quattro anni Como lascia ben 700 persone con disabilità senza questo servizio fondamentale. Una vergogna e un tradimento, da parte del capoluogo di provincia, nei confronti di 700 famiglie.

In questo caso, la mia proposta è fare bene le cose, ma nel più breve tempo possibile.

L’idea è recuperare tutto ciò che può ancora essere utilizzato del progetto della precedente gara, aggiornando il lavoro già svolto: PEF, elaborati e progetti. In questo modo sarebbe possibile risparmiare mesi di lavoro. Purtroppo, il vecchio bando è già stato revocato e non può più essere recuperato.

Realisticamente, l’obiettivo è arrivare entro dodici mesi alla pubblicazione del nuovo bando e riaprire la piscina entro trentasei mesi.

Queste sono le tempistiche stimate qualora venisse recuperato il lavoro svolto dall’Amministrazione Landriscina. Se l’attuale Giunta dovesse lasciare in eredità un iter già avviato, valuteremo quale delle due opzioni sia concretamente realizzabile nel minor tempo possibile.

La priorità deve essere restituire la piscina alle persone con disabilità nel minor tempo possibile, non attribuire alle amministrazioni precedenti la responsabilità dei ritardi.

Piscina di Muggiò: sette anni di chiusura

La questione della piscina di Muggiò è ancora più complicata.

L’impianto è chiuso da oltre sette anni e il project financing portato avanti da Nessi & Majocchi è stato cancellato nel 2023 dall’attuale Giunta, facendo perdere tre anni di lavoro.

L’attuale sindaco aveva annunciato un nuovo progetto, indicando il 2026 come anno di inizio dei lavori. Tuttavia, fino a oggi non è stato pubblicato alcun bando di gara.

Anche per la piscina di Muggiò la priorità deve essere perdere meno tempo possibile.

Bisogna innanzitutto capire se l’attuale Giunta stia realmente portando avanti il progetto annunciato. Se si trattasse soltanto di chiacchiere, sarebbe necessario valutare se riprendere il vecchio project financing possa effettivamente far risparmiare tempo e quanto quel progetto sia ancora valido, dopo altri cinque anni di totale abbandono dell’impianto.

La priorità deve necessariamente essere fare. Dopo tanti anni di chiusura, il progetto migliore non sarà quello perfetto, ma quello qualitativamente valido che consentirà di risparmiare più tempo.

Riaprire entrambe le piscine comunali sarà una sfida

Al prossimo assessore allo Sport e al gruppo di dirigenti, funzionari e dipendenti comunali toccherà una vera e propria patata bollente.

Riaprire entrambe le piscine comunali di Como sarà una sfida che risulterà quasi impossibile vincere nell’arco di un solo mandato di cinque anni.

Un grande risultato sarebbe riaprire la piscina di via del Dos entro trentasei mesi e arrivare al 2032 con il cantiere della piscina olimpionica di Muggiò già avviato.

Nel percorso verso le elezioni Como 2027, vogliamo presentare obiettivi seri e tempistiche realistiche, senza promettere ai cittadini risultati impossibili.

Piacerebbe anche a me promettere la riapertura delle piscine in cento giorni, ma credo che il tempo della politica fatta di titoli sui giornali e di asini che volano abbia fatto il suo tempo e, soprattutto, abbia già provocato abbastanza danni.

È arrivato il momento di lavorare di più e parlare di meno.

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I problemi di Como
10/04/2026

Rapinese il perditempo

C’era una volta in quel di Como un sindaco di nome Rapifuffa, che era solito spacciare i fischi per fiaschi.  Se c’è una storia che descrive alla perfezione la caratura e la personalità del personaggio è quella degli orologi sistemati.

 L’orologio è uno strumento che viene utilizzato per misurare il tempo, azione fondamentale all’organizzazione ed alla programmazione della vita umana da migliaia di anni: si colloca la realizzazione dei primi strumenti per misurare il tempo al 3500 A.C. circa, precisamente in Egitto; mentre i primi orologi meccanici furono realizzati in Europa, nel XIV secolo.

Nella vita di tutti i giorni l’orologio serve per essere puntuali ad un appuntamento, per fissare degli obiettivi a medio/lungo termine, a rispettare le scadenze. Fissare gli obiettivi a medio/lungo termine e rispettare le scadenze sono le skills base che dovrebbe avere un politico.

Passiamo ora al nostro Rapifuffa: nel 2025 ha avuto la buona idea di sistemare i 9 orologi storici presenti in città: una buona azione di decoro urbano (Sicuramente non un successo da campagna elettorale); dopodichè il nostro eroe ha iniziato a dichiararsi come uno che non perde tempo.  Dandogli il beneficio del dubbio abbiamo deciso di passare in rassegna il suo cronoprogramma, per verificare l’andamento del suo mandato: inutile dire che stiamo andando malino, per usare un eufemismo.

1.1/2/3- Creazione di 1000 posti macchina (650 in Ticosa e 350 in area ex-SteCav) nei primi 100 giorni, con tariffe superconvenienti per i residenti comaschi ed i lavoratori forestieri: che dire, obiettivi raggiunti a pieno e con una puntualità Svizzera. Difatti di questi non vi è traccia e, dulcis in fundo, il nostro eroe delle frottole ha varato la fantastica tariffa “Vulcano”, da 3€ l’ora, anche e soprattutto per i residenti.

6.3 “Pubblicheremo sul sito internet del Comune ogni singola scadenza connessa a proprietà comunali, servizi, prodotti, contratti/concessioni, bandi etc…I cittadini, consultando il sito del Comune, verranno rapidamente a conoscenza degli imminenti impegni dell’Amministrazione ed avranno modo di verificare a quali scadenze essa non abbia dato puntualmente risposta. Basta ritardi. Tutto verrà ben scadenzato e ogni scadenza sarà a conoscenza dei cittadini che potranno verificare sia l’imminenza della scadenza sia l’effettivo adempimento”: Sant’Agostino alla Guardia di Finanza (Da Luglio 2023 che sentiamo proclami), giardini a lago, bandi per gli ormeggi fermi da 3 anni, lido e tennis con concessioni scadute, piscine di Muggiò e via del Dos chiuse, lavori in Viale Geno rimandati: tutti ritardi pluriennali che evidenziano che quando si parla di Rapinese i ritardi arrivano con puntualità. Chapeau!

21- “A causa della sciagurata gestione dei partiti, tutti, la piscina di Muggiò è chiusa da tre anni. Prima di dare l’ok definitivo al costosissimo mega progetto di ristrutturazione della Piscina di Muggiò, nei primi 10 giorni dopo il nostro arrivo nella stanza dei bottoni, convocheremo un summit d’urgenza con i principali esperti del settore al fine di verificare se sia possibile rimetterla, con un adeguato investimento, rapidamente in funzione. Una volta riaperta la piscina la daremo in gestione a CSU così come le piscine di Casate e Sinigaglia. Interrompere il prima possibile la diaspora dei nostri atleti e ridare la piscina ai comaschi rimasti a secco è per noi della lista Rapinese Sindaco di vitale importanza. Utilizzeremo i fondi eccedenti i costi di ristrutturazione dell’impianto pianificati per la nuova piscina in investimenti per sistemare i nostri altri devastati impianti sportivi”: Che dire, tutto molto bello, se questo programma fosse stato scritto nel 2026, e non nel 2022. Anche in questo caso, ritardo puntuale.

27- “A Como non saranno più ospitati circhi che utilizzano animali nei loro spettacoli e se qualche Comune nelle vicinanze vorrà ospitare il Luna Park ne saremo ben lieti. L’area di Muggiò, facilmente raggiungibile con i tanti mezzi pubblici che la servono e così comoda per l’autostrada, sarà interamente dedicata allo sport e, per ingigantirla e connetterla con l’area Belvedere, costruiremo un ponte, adeguato anche alle esigenze dei diversamente abili. In pochi secondi si potrà passare in tutta sicurezza dal Rugby Como e campo Coni alla (sigh!!!) piscina, al (sigh!!!) palazzetto dello sport e (WOW) futuro palazzo del ghiaccio”: quel costruiremo un ponte in Italia porta parecchia sfortuna, da quel che mi risulta. Anche qui, Rapinese il perditempo ci ha propinato l’ennesimo ritardo con una puntualità record.

32- “Appena avremo creato gli almeno, al-me-no, 1000 nuovi posti auto citati nel punto parcheggi (il cui iter verrà avviato nei primi 100 giorni di consiliatura), metteremo pesantemente mano al centro storico. Come? Daremo finalmente vita a piazza Roma, piazza oggi in stato di totale abbandono, che diventerà uno spazio vivo e bello creando uno Skate Park. Skate Park Recintato, chiuso di notte, che, oltre a spostare in luogo più consono rispetto a San Francesco gli skaters comaschi, sarà gestito, con giudizio e rispetto per il vicinato, da un’associazione di utenti che dovrà curare e tenere pulito il parco interfacciandosi annualmente con l’Amministrazione: No giudizio, No parco! E passeremo ad altra associazione. L’auspicio è che Piazza Roma, riprendendo vita, diventi più utile, bella e sicura. Poi? Poi piazza Perretta, via Juvara e via Albertolli verranno completamente liberate dalle auto e, assieme a piazza Gobetti, verranno consegnate per parte della settimana a fioristi, mercatini bio e tutte quelle attività commerciali/artigianali/hobbistiche gradevoli e necessitanti di zone con forte passaggio pedonale per sopravvivere. Anche piazza Volta sarà privata di posti auto e verrà chiusa al traffico anche tutta la via Rubini (ad eccezione del traffico dei residenti, le consegne merci in orari ben determinati e delle moto, moto che continueranno a trovare ospitalità in piazza Volta). E i residenti (sposteremo infatti solo posti auto per residenti) che prima parcheggiavano nelle zone dove verranno soppressi i posti auto cosa faranno? Questa operazione di liberazione dalle auto, rileggi bene l’incipit di questo punto, avverrà solo quando saranno pronti i nuovi parcheggi, parcheggi dei quali uno, ex Stecav (vicino al Comando dei Vigili), si trova a 500 metri da piazza Volta. Una volta realizzato l’autosilo”: che dire, Rapinese è veramente il più grande perditempo che si sia visto negli ultimi vent’anni. Ma Rapinese non è solo perditempo, è anche fuffa.

Conclusione: essere in ritardo di anni sul cronoprogramma, contemporaneamente sistemare 9 orologi, e vantarsi di non essere perditempo è un’operazione che solo un vero campione poteva portare a compimento; e lo stesso campione, Rapinese il perditempo, ha scritto la storia: è stato colui che ha inventato il ritardo puntuale. E grazie a queste imprese verrà ricordato come il più grande sindaco fuffa che il mondo abbia mai avuto: Rapifuffa.

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I problemi di Como
30/04/2026

Associazioni e identità

Le associazioni sono luoghi di aggregazione, di produzione intellettuale e di educazione: senza di esse la nostra società si ridurrebbe a meri rapporti economici che, per quanto siano fondamentali, non possono determinare una collettività a 360 gradi. È in queste associazioni che si sviluppano, nel bene e nel male, cultura, struttura del pensiero, stile di vita, rapporti politici ed imprenditoriali. È in queste realtà in cui i giovani incontrano gli anziani e la tradizione contamina l’innovazione; ed è sempre in questi luoghi in cui il passato ed il presente dovrebbero plasmare il futuro della nostra società.

Ora prendiamo in esame il caso specifico di Como sotto l’aspetto numerico: le prime quattro associazioni culturali e le prime quattro associazioni sportive dilettantistiche messe insieme contano tra i 4000 ed i 5000 iscritti; ciò significa che tra il 5 ed il 6% della popolazione Comasca è direttamente coinvolta nella vita di queste associazioni.

Ragionando poi in astratto (E per difetto), se consideriamo che ognuno di questi cittadini iscritti ha rapporti diretti con 10 concittadini, siano essi familiari, amici, clienti, vicini di casa, fornitori, amanti, nemici, è matematico che la vita di queste associazioni coinvolga direttamente ed indirettamente sui 50000 comaschi, ovvero il 60% della popolazione.

Significa che, volenti o nolenti, queste associazioni sono in grado di raggiungere la maggioranza della popolazione: questo le rende dei social, ma nel genuino senso del termine. In realtà sono i social che cercano di scimmiottare questo tipo di socialità, con risultati nettamente maggiori sotto l’aspetto quantitativo ma decisamente inferiori sotto l’aspetto qualitativo.

È conseguenza naturale che uno dei principali compiti dell’amministrazione Comunale sia quello di preservare ed incentivare queste associazioni, tramandandone il passato, valorizzandone il presente, e aiutandole a programmare il futuro: esse sono le custodi della tradizione, le testimoni del presente e le incubatrici del futuro della nostra collettività.

Como rappresenta inoltre un unicum non solo a livello Nazionale, bensì a livello mondiale: difatti le suddette associazioni occupano immobili di pregio e di grandissimo valore storico, dati da più di un secolo in concessione dal Comune, il quale, riconoscendone il ruolo fondamentale all’interno della vita cittadina, ha deciso di riservare ad alcune di loro la “Tribuna d’onore” della città.

Tradizionalmente queste associazioni sono sempre state sostentate dal “Mecenatismo” dei soci stessi: la grande tradizione industriale ed imprenditoriale Comasca ha garantito per oltre 70 anni enormi disponibilità finanziarie, disponibilità che si sono via via erose con il cambio degli assetti geopolitici e macroeconomici che hanno determinato l’arretramento dell’Italia sullo scacchiere mondiale.

Da qui il dilemma del nuovo millennio: come permettere a queste associazioni di poter sopravvivere e non venire travolte dal declino economico Italiano?

Dilemma rimasto irrisolto per anni, fino a quando non esplose, tanto per merito degli imprenditori quanto per una serie di congiunture fortunate, l’industria del turismo di lusso, diventata negli ultimi tre anni industria del turismo di lusso di massa.

Improvvisamente gli immobili occupati dalle associazioni, un tempo dati in concessione con bandi praticamente quasi deserti, acquistavano un valore economico difficilmente misurabile, ed allo stesso tempo diventavano luoghi, oltre che di sport, di attività commerciale: i ristoranti hanno iniziato ad essere profittevoli, gli sport un’esperienza turistica. Finalmente queste associazioni avevano l’opportunità di creare un flusso economico che potesse alimentarle e riportarle ai fasti del passato.

Nasceva qui un duplice problema: in primis gli statuti delle associazioni e le clausole delle concessioni non consentivano e non consentono tutt’ora di fare attività commerciale, se non dentro a strettissimi limiti. In seconda istanza i canoni di affitto degli immobili erano agevolati, e quindi totalmente inadeguati nel caso vi fosse un uso commerciale.

Ma l’uso delle sedi non è mai stato né esclusivamente e tantomeno prevalentemente commerciale, dato che nessuno dei gruppi dirigenti ha mai percepito nemmeno un centesimo dei proventi creati.

 Ed è qui che si sono inseriti gruppi miliardari stranieri, i quali hanno sistematicamente cercato e stanno tutt’ora provando a portare via gli immobili alle associazioni, infiltrandole e cercando di farle implodere dall’interno.

Contemporaneamente l’Amministrazione Comunale ha fatto tutto il possibile per strangolare e mettere in ginocchio le associazioni stesse, con atti di bullismo politico e facendo tutto il contrario di quanto promesso nel programma per cui è stata votata.

Ma tra nove mesi si insedierà la nuova amministrazione di centrodestra, che invece queste associazioni le tutelerà e le blinderà da attacchi stranieri: verranno stipulate concessioni ventennali, ed il centrodestra troverà gli strumenti finanziari adatti che permetteranno alle nostre associazioni di autoalimentarsi e progettare con serenità il proprio futuro, senza che forze economiche straniere abbiano la possibilità di trasformare la nostra identità in un brand da vendere sui mercati.

Le nostre società sportive e culturali continueranno splendere ed a portare gloria e lustro alla nostra amata Como: PERCHÉ QUESTE ASSOCIAZIONI SONO IL CUORE PULSANTE E L’IDENTITÁ DELLA CITTÁ, E PERCHÉ UNA CITTÁ SENZA IDENTITÁ NON HA FUTURO.

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I problemi di Como
15/05/2026

Assessori eredi di Flavia Vento

Nicoletta Roperto (Vicesindaco): Politiche sociali ed educative.

Alberto Fontana: Legalità e servizi demografici/cimiteriali.

Michele Cappelletti: Ambiente e protezione civile.

Maurizio Ciabattoni: Lavori pubblici ed edilizia privata.

Monica Doria: Bilancio, partecipate e tributi.

Enrico Colombo: Cultura.

Chiara Maccabeo: Verde, eventi.

Queste sono le deleghe degli assessori in carica al Comune di Como, la cui somma fa 16.

Rapifuffa: patrimonio, sport, sicurezza, polizia locale, affari generali, relazioni internazionali, innovazione tecnologica, urbanistica, mobilità, trasporti, personale, turismo, commercio.

Queste sono le deleghe in mano a Rapifuffa, la cui somma fa 13.

Se questa giunta fosse un programma televisivo sarebbe Libero, il programma condotto da Teo Mammucari su Rai2, nell’ormai lontano 2000: Libero era un programma dal ritmo veloce, dalla comicità irriverente e politicamente scorretta: consiglio ai più giovani e a chi non lo ricordasse di guardarne una puntata su YouTube, giusto per vederne la versione televisiva.

Per vederne la versione politica basta guardare e ascoltare questa giunta di improvvisati, con il gran visir della fuffa e degli insuccessi attorniato dalla sua corte di nani e ballerine, lobotomizzati/e, sorridenti, silenti.

Il nostro Rapifuffa nella veste di Teo Mammucari, mentre fa scherzi telefonici (Le sue dichiarazioni cui non fanno seguito i fatti), prende in giro il pubblico in maniera irriverente e maleducata (Noi cittadini, spettatori paganti, perché oltre al danno ci deve essere la beffa), e questi assessori nelle vesti di Flavia Vento: sotto al tavolo trasparente, continuamente vessati, ma sempre disposti a dire si e a sorridere in pubblico, perché ben pagati; muti, senza pensiero critico, senza competenze, attaccati alla poltrona perché sanno che là fuori dal palazzo, dove chi compete sul libero mercato cerca l’eccellenza e non fa sconti, non avrebbero nemmeno la parte di Flavia Vento sotto al tavolo.

Sarebbe tutto molto divertente, se non fosse che la giunta Rapifuffa non è un programma con cui svagarsi la sera dopo una giornata di lavoro, bensì una squadra di fuffa - politici chiamata a gestire una città strategica del comparto turistico, che nel mondo viene messa di fianco a Roma, Firenze e Venezia per le sue bellezze e le sue eccellenze. Sarebbe bello che, in un atto d’amor proprio, questi personaggi restituiscano i loro stipendi e rassegnassero le dimissioni, per comprovata inadeguatezza.

Non si tratta di un’opinione, ma di una certezza dimostrata dai fatti: prendete in mano il programma Rapifuffa 2022 e noterete, oltre alle ridicole promesse, che praticamente nessuno di quei 40 disgraziati punti è stato rispettato. Dai risultati si elaborano i giudizi, e i risultati di questa giunta ci portano ad emettere un giudizio inappellabile: Fuffa.

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I problemi di Como
08/06/2026

Il MacGyver della politica

Apriamo questo articolo con amarcord: ve lo ricordate MacGyver, il protagonista dell’omonima serie, in cui il protagonista è un agente di un’agenzia governativa? Per i più giovani MacGyver è laureato in fisica, è pieno di risorse e dotato di una conoscenza enciclopedica delle scienze fisiche, che risolve problemi complessi con l'immancabile coltellino svizzero e talvolta il nastro adesivo, che utilizza spesso nei suoi cosiddetti "MacGyverismi": in parole povere MacGyver è il tuttologo perfetto, in grado di risolvere qualsiasi problema ed in qualsiasi situazione, con soluzioni fantasiose e sorprendenti.

Ovviamente MacGyver è un personaggio immaginario, che fa parte dei ricordi piacevoli e divertenti delle generazioni nate negli anni ‘70/’80/’90, protagonista delle nostre mattine estive. IMMAGINARIO: teniamo a mente questa parola.

Ovviamente vi starete chiedendo da dove mi sia venuta l’idea di parlarvi di MacGyver: facendo una ricerca sul sito del Comune di Como riguardo alla distribuzione delle deleghe agli assessori, ci siamo imbattuti in una situazione che definire surreale è un eufemismo. Ecco qui la suddetta distribuzione:

Nicoletta Roperto (Vicesindaco): Politiche sociali ed educative.

Alberto Fontana: Legalità e servizi demografici/cimiteriali.

Michele Cappelletti: Ambiente e protezione civile.

Maurizio Ciabattoni: Lavori pubblici ed edilizia privata.

Monica Doria: Bilancio, partecipate e tributi.

Enrico Colombo: Cultura.

Chiara Maccabeo: Verde, eventi.

Stranamente (?) sulla stessa pagina non è presente la figura del sindaco (La s minuscola è voluta), perciò abbiamo ragionato per esclusione, arrivando a concludere che queste sono le deleghe in mano al nostro guru della fuffa: patrimonio, sport, sicurezza, polizia locale, affari generali, relazioni internazionali, innovazione tecnologica, urbanistica, mobilità, trasporti, personale, turismo, commercio.

Ebbene si, signore e signori: Rapinese 13 – tutti gli altri 16, ennesima vittoria schiacciante del nostro campione cittadino. Proprio così: 2,28 deleghe in media per assessore, contro le 13 del nostro Rapifuffa.

Ripassiamole queste deleghe: patrimonio, sport, sicurezza, polizia locale, affari generali, relazioni internazionali, innovazione tecnologica, urbanistica, mobilità, trasporti, personale, turismo, commercio.

Uno spettro così ampio di conoscenze approfondite non era mai stato visto nella storia dell’umanità, in quel di Como stiamo assistendo all’evoluzione del fu Leonardo da Vinci: già me lo immagino, pennello in mano, in un delirio di narcisismo, dipingere la sua ultima cena da sindaco.

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Cosa farei per la città
13/06/2026

Associazioni sportive

Pacificazione

Il Comune smetterà di essere ostile nei confronti del mondo dell’associazionismo, e tornerà a farsi promotore e protettore delle Associazioni stesse. Basta sfratti, umiliazioni, prevaricazioni: il Comune tornerà a lavorare per i Comaschi e per le loro Associazioni, non per gruppi economici stranieri che vogliono portarci via il nostro territorio, la nostra ricchezza, la nostra sovranità, le nostre associazioni.

Contributi

Noi del Centrodestra alzeremo sensibilmente i contributi destinati alle associazioni sportive dilettantistiche, che passeranno dai ridicoli 40.000€ a 300.000€ all’anno, e saranno vincolati a progetti sportivi specifici.

Rinnovo concessioni

Il Comune tornerà a fare il proprio dovere, ovvero quello di lavorare per i cittadini Comaschi e non per gruppi miliardari stranieri: rinnoveremo le concessioni di tutti gli immobili di pregio occupati dalle associazioni, con canoni d’affitto proporzionali alle capacità economiche di ogni singola associazione. Avere determinati immobili rappresenterà un privilegio ma anche un dovere: le nuove concessioni saranno tutte vincolate a progetti scolastici che le associazioni dovranno onorare; le stesse società saranno anche vincolate ad aprirsi alla città: ci sarà un numero fissato di giorni in qui dovranno essere obbligatoriamente aperte a tutti i cittadini.

Attività commerciale

Alle associazioni sportive e culturali sarà consentito di svolgere attività commerciale tramite SRL, che pagheranno iva e tasse, e i cui utili verranno versati come contributo destinato alla sopravvivenza ed allo sviluppo delle associazioni stesse. Ovviamente ai componenti dei consigli direttivi ed alla governance delle associazioni sarà severamente vietato percepire qualsiasi tipo di compenso, perché i guadagni saranno finalizzati solo ed esclusivamente allo sviluppo ed alla promozione delle attività.

Contributo Como Calcio

Il Como 1907 sta ottenendo grandissimi risultati sportivi, e non ha mai fatto mistero di voler ricostruire lo Stadio Sinigaglia, in cambio di una lunga concessione (Il massimo sarebbe 99 anni): l’obiettivo della società è quello di rendere lo stadio un polo commerciale aperto 365 giorni l’anno. Il nostro obiettivo è quello di permettere la realizzazione dello stadio, ma senza sconvolgere la vita dei residenti, la viabilità urbana, e senza aumentare l’altezza degli spalti. Ma, in cambio del permesso di utilizzare la nostra identità come un brand, pretendiamo molto di più: per la realizzazione dello stadio e dello sfruttamento del marchio Lago di Como, che è solo dei veri Comaschi e di nessun gruppo straniero, chiederemo un contributo annuo da 1 milione per lo sport, 1 milione per la cultura, 1 milione per la manutenzione di strade, parchi, verde urbano, scuole, da aggiornare col passare degli anni seguendo gli aumenti ISTAT, che il Como 1907 verserà nelle casse del Comune, il quale li ripartirà tra tutte le associazioni; i soldi verranno versati al Comune per evitare qualsiasi tipo d’ingerenza nella vita delle associazioni sportive e culturali. COMO È DEI COMASCHI E CHI VUOLE GUADAGNARE SULLA CITTÁ DEVE PAGARE LA CITTADINANZA.

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Cosa farei per la città
23/06/2026

Pulizia e verde

Frequenza raccolta rifiuti

I fatti dimostrano che la raccolta rifiuti è insufficiente e male organizzata: camminare per Como dalle 16 in poi è come fare un giro al mercato del pesce di Stone Town. È fondamentale portare la frequenza della raccolta del materiale organico da due a tre volte alla settimana dal 15 Maggio al 15 Ottobre, e da una a due volte a settimana di vetro ed indifferenziata sempre nello stesso periodo. Il costo totale sarebbe, per eccesso, di 1,6 milioni di euro l’anno: Li prenderemo quasi interamente alzando di 1€ la tassa di soggiorno agli 1,3 milioni di turisti che pernottano a Como ogni anno; i restanti 300mila euro li prenderemo dal contributo che verserà annualmente il Como 1907 in cambio della concessione sullo stadio Sinigaglia e dello sfruttamento commerciale della nostra città.

Orario raccolta rifiuti

Sono quattro anni che a Como, dalle 16 in poi, è impossibile fare una passeggiata nel periodo della calda stagione: la raccolta va posticipata dal 15 Maggio al 15 Ottobre, portando l’orario da cui si può mettere fuori la spazzatura alle ore 22. La puzza dei rifiuti è in primis brutta per chi ci vive, ed inaccettabile per chi paga migliaia di euro per visitare la città.

Spazzamento e lavaggio delle strade

Le nostre strade sono sporche: eppure, dati alla mano, il Comune spende ben 4,1 milioni di euro nello spazzamento e nel lavaggio delle strade, anche a mano. Ma quando abbassiamo lo sguardo verso il basso mentre camminiamo, le strade sono tutte macchiate dai rifiuti e dall’urina dei cani: schifo è l’unico termine indicato per descrivere la situazione. Ciò può significare due cose: o i soldi non sono abbastanza e quindi bisogna investire di più in questo servizio, oppure questi 4,1 milioni sono spesi male, anzi malissimo. Sarà compito del futuro Assessore capire quale delle due possibilità è quella giusta, per poi pianificare e mettere in atto dispositivi e strumenti di controllo adatti al raggiungimento dell’obiettivo della massima pulizia.

Verde urbano

I nostri parchi ed il verde urbano sono in condizioni pietose: il Comune spende 1,2 mln di euro l’anno nella cura del verde, ma se guardassimo solo i risultati diremmo che il Comune non investe nemmeno un centesimo. Il primo passo sarà verificare quali servizi comprendono i contratti d’appalto, e se effettivamente questi contratti sono stati onorati; dopodichè valuteremo se la città è allo sbando per inadempienza o per mancanza dei fondi necessari, agendo di conseguenza per risolvere una situazione diventata ormai improcrastinabile.

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Cosa farei per la città
02/07/2026

Cultura ed eventi

Villa Olmo

Villa Olmo tonerà ad essere viva e diventerà il principale polo d’attrazione per quanto riguarda le mostre e gli eventi. La villa verrà gestita seguendo il modello utilizzato da Sergio Gaddi ai tempi del suo assessorato: ogni anno verrà organizzata una grande mostra di un artista di fama mondiale, mentre il resto dell’anno ci saranno mostre di artisti contemporanei. Dopodichè utilizzeremo il suo parco per eventi sportivi, mercatini, mostre all’aperto, piccoli festival musicali e sperimenteremo il cinema all’aperto.

Musei

Mapperemo gli immobili di pregio inutilizzati e riorganizzeremo il sistema dei musei cittadini, cercando di portarne di nuovi da tutta la provincia, come ad esempio il museo della barca Lariana. Verranno stanziati ingenti fondi per la ristrutturazione del museo Giovio, mentre a tutte le associazioni culturali verranno offerti contributi, oltre alla possibilità di organizzare eventi patrocinati dal Comune. Il circuito dei musei verrà ampiamente pubblicizzato e promosso con mirate campagne di Marketing: l’obiettivo è quello di raggiungere il mezzo milione di visite all’anno entro i cinque anni di giunta di centrodestra. Il circuito dei musei verrà adeguatamente digitalizzato e reso facilmente fruibile, con prezzi calmierati per i cittadini Comaschi e di tutta la Provincia di Como.

Eventi

Ogni anno verranno organizzati 4 grandi eventi, uno per ogni stagione dell’anno: verrà reintrodotta la città dei balocchi nel periodo invernale, mentre d’estate sarà la volta del Festival del Jazz. Un’idea sarebbe portare il Fuorisalone anche a Como, così come un festival del vino autunnale sarebbe qualcosa di memorabile.

Contributi

Noi del Centrodestra alzeremo sensibilmente i contributi destinati alle associazioni culturali, che passeranno da 175.000€ annui (Con Landriscina erano 350.000€) a 500.000€ all’anno.

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I problemi di Como
11/07/2026

Dehors e tavolini a Como: una proposta per tutelare residenti e commercianti

Il tema dei dehors e dei tavolini a Como dimostra quanto questa città abbia bisogno di una forte politica di conciliazione: un patto che riallinei tutte le parti sociali e le faccia remare nella stessa direzione.

La politica attuata da questa Giunta è invece quella della discordia, della divisione e della selettività. Qualunque sia il problema, non riesce – e probabilmente non vuole – a trovare un compromesso che cerchi di tutelare tutti. Abbiamo assistito a una serie di decisioni sommarie e dal sapore punitivo, che non si sono mai dimostrate vere soluzioni.

La fotografia di questa politica scriteriata è proprio la questione dei tavolini e dei dehors: sono state limitate in modo particolare le condizioni delle concessioni per i primi, mentre i secondi sono stati, di fatto, rimossi.

Si sa, criticare è facile. Costruire proposte, invece, è il compito di chi vuole candidarsi a governare una città.

Dehors e tavolini: economia e disagi per i residenti

Dal punto di vista economico, avere numerosi tavolini e dehors significa generare maggiore ricchezza per gli imprenditori, per i lavoratori e per il Comune stesso.

Sono però innegabili anche i disagi per i residenti: schiamazzi fino a tarda notte, prezzi elevati, ressa, sporcizia e mancanza di servizi.

Il compito del Comune è tutelare tutta la cittadinanza, trovando il modo di salvaguardare l’economia cittadina, limitare i disagi per i residenti e, allo stesso tempo, aumentare le entrate da tradurre in servizi concreti per i cittadini.

È quindi naturale che, per comporre gli interessi di tutti, una politica di compromesso sia l’unica soluzione percorribile. Como necessita di un patto tra cittadini che faccia remare tutti nella stessa direzione, non di politiche di discordia e divisione che favoriscono soltanto una specifica parte sociale.

Tra l’altro, molti residenti sono anche commercianti: è abbastanza facile intuire i tratti comici della faccenda.

Dehors a Como: il limite dei sei mesi non è sostenibile

L’ordinanza che consente di lasciare installati i dehors soltanto per sei mesi all’anno è pura follia. I costi necessari per smontare le strutture fisse sono troppo elevati per essere sostenibili nel tempo: si parla di circa 20.000 euro per rimuoverle. Le attività commerciali non possono sostenere un costo simile.

La mia proposta è lasciare i dehors installati tutto l’anno, applicando un canone annuale aggiuntivo di 5.000 euro.

Il risultato sarebbe semplice: 15.000 euro risparmiati dalle attività commerciali e 5.000 euro in più, per ogni dehors lasciato a terra, nelle casse del Comune. Risorse che potrebbero essere vincolate alla realizzazione di servizi veri per i cittadini.

Non male, direi.

Concessioni dei tavolini e occupazione del suolo pubblico

Passiamo ora alle concessioni dei tavolini: le nuove norme sono troppo restrittive.

L’articolo 16 del regolamento comunale sancisce l’impossibilità di richiedere una concessione per chi abbia occupato abusivamente il suolo pubblico nei due anni precedenti, compreso chi ha successivamente sanato la propria posizione.

Il regolamento impone inoltre che lo spazio occupato non possa superare il doppio dei metri quadrati della superficie calpestabile del locale e stabilisce, per tutti, un limite massimo di novanta metri quadrati.

Un’altra scelta scriteriata.

In questo modo, le attività commerciali che si trovano all’interno di immobili di piccole dimensioni rischierebbero di fallire, perché i costi di affitto diventerebbero troppo elevati rispetto allo spazio utilizzabile. Di conseguenza, si perderebbero posti di lavoro e gettito fiscale, mentre i locali rimarrebbero vuoti e perderebbero valore, innescando una spirale negativa che porterebbe alla svalutazione del nostro centro storico.

Un’amnistia per il passato e regole più severe per chi sbaglia ancora

La mia proposta è prevedere un’amnistia per quanto riguarda il passato, accompagnata però da conseguenze pesanti in caso di reiterazione delle occupazioni abusive.

Tradotto: ti concediamo la possibilità di metterti in regola ma, se continui a mantenere comportamenti scorretti, dovrai assumerti la responsabilità di entrambe le violazioni.

Per il futuro propongo di lasciare i tavolini all’esterno, applicando però la TARI anche ai metri quadrati di suolo pubblico occupati. Le maggiori entrate incassate dal Comune potrebbero essere utilizzate per abbassare la TARI pagata dai cittadini.

Non sarebbe male nemmeno questo.

Un canone progressivo per le concessioni

Passiamo poi ai metri quadrati delle concessioni.

Occupare uno spazio superiore alla superficie calpestabile dell’immobile nel quale si trova l’attività rappresenta un vantaggio competitivo nei confronti dei commercianti che non hanno questa possibilità. Commercianti che magari dispongono di locali più grandi, ma ne ricavano più effetti collaterali che benefici: TARI e affitti più elevati, a fronte di una profittabilità inferiore rispetto a quella degli immobili più piccoli.

La mia proposta è introdurre un canone progressivo:

  • canone uguale per tutti fino al raggiungimento della superficie calpestabile dell’immobile nel quale si svolge l’attività;
  • canone doppio per ogni metro quadrato occupato in eccedenza;
  • applicazione di una sorta di “tassa di lusso” oltre i novanta metri quadrati, con un costo triplo per ogni metro aggiuntivo.

I novanta metri quadrati non rappresenterebbero quindi il limite massimo della concessione, ma la soglia oltre la quale scatterebbe il canone maggiorato.

Il risultato? Tanti posti di lavoro salvati, imprenditori tutelati e maggiori risorse da investire nei servizi per i residenti.

Rendicontare le entrate e spiegare come vengono utilizzate

Un’idea intelligente sarebbe rendicontare le cifre incassate dal Comune attraverso l’adozione di queste misure, spiegando con precisione ai cittadini per quali servizi verranno impiegati i soldi.

Questa scelta renderebbe tutti più consapevoli dei vantaggi economici generati dal turismo, creerebbe maggiore coesione tra commercianti e cittadini e contribuirebbe ad allineare gli interessi delle diverse parti sociali.

Il problema dei prezzi per i cittadini comaschi

Un altro tema è quello dei prezzi. I comaschi pagano oggi il 50% in più per le stesse merci che consumavano cinque anni fa.

Un’idea potrebbe essere quella di proporre prezzi calmierati per alcune categorie merceologiche. È una suggestione che sarebbe bello riuscire ad attuare, anche se la vedo difficilmente percorribile.

Ma almeno un tentativo bisogna provare a farlo.

Nel percorso verso le elezioni Como 2027, vogliamo mettere al centro proposte concrete, capaci di conciliare gli interessi di residenti, commercianti e lavoratori e di trasformare le risorse generate dalla città in servizi migliori per tutti.

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Cosa farei per la città
13/07/2026

Como città turistica

1.1 Scelta target di turismo

Como è una splendida città, ma dagli spazi decisamente ristretti (Come tutto il lago): il fatto che gli spazi siano limitati non ci permette di accogliere indistintamente chiunque; la conseguenza naturale è che dobbiamo fare delle scelte: quale target turistico vogliamo perseguire? Ceto basso, medio, oppure alto? La scelta è molto semplice: il più alto possibile. Gli spazi ristretti ci costringono a fare meno quantità, ciò significa che la differenza dovremo farla sulla qualità e sui margini elevati: il turismo di lusso sarà l’obiettivo che la città e gli imprenditori devono darsi. Meno numeri ma più margini significa meno rifiuti, più sicurezza, meno overbooking di servizi (Taxi ed NCC, ad esempio), meno problemi nel contrasto a fenomeni di abusivismo

1.2 Gestione dei flussi

Negli ultimi quattro anni abbiamo assistito al fenomeno definito “Overtourism”, che in sintesi è l’impossibilità di soddisfare la domanda di un determinato servizio. Vi do una notizia esclusiva: l’overtourism non esiste. Esiste la mala gestione dei flussi: sapete perché sono anni in cui ai battelli ci sono code chilometriche? Innanzitutto perché il turismo è stagionale: una politica di destagionalizzazione permetterebbe di diluire i flussi su un arco temporale maggiore, calmierandone i picchi; esiste inoltre una fantastica promozione treno + battello, a soli 23,60€ ma senza battello garantito ad un orario fissato. Se la stagione venisse allungata ed i servizi fossero digitalizzati e ben programmati le code ed i disagi sarebbero decisamente inferiori; e questo è solo un esempio di malagestione dei flussi

1.3 Offerta culturale

Sapete perché i turisti passano ore ed ore sotto al sole aspettando il proprio turno per il battello? Perché la città non offre niente da fare. I musei ci sono ma non li sappiamo valorizzare: si stimano 100mila visitatori all’anno, a fronte dei 5,6 milioni di passeggeri che vanta la navigazione pubblica. La mia proposta è di convogliare le persone nel circuito dei musei: offrire il biglietto del treno + le entrate ai musei: invece di mandare le persone a fare la fila per i battelli; dobbiamo riuscire a portare 5mila dei 36mila turisti che ogni giorno vengono a Como dalle code per battelli e funicolare ai musei civici, questo sarebbe un bene per tutti. E poi c’è Villa Olmo, che deve assolutamente tornare ad essere il polo d’attrazione di mostre ed eventi che era ai tempi in cui Gaddi era Assessore alla Cultura: mostre all’aperto, sagre, eventi sportivi, eventi di beneficenza, festival musicali, concerti, e chi più ne ha più ne metta. Villa Olmo, incluso il parco, deve essere viva 12 mesi all’anno. E tutta l’offerta va inserita in un piano di Marketing e Comunicazione mirato

1.4 Digitalizzazione dei servizi

Como vuole smettere di pensare e di comportarsi da piccola provincia, e vuole colmare il gap che la distanzia dalle grandi capitali europee. Servizi al cittadino, Parcheggi, Musei, eventi, navigazione, funicolare: tutto deve essere digitalizzato, con l’obiettivo di limitare il più possibile perdite di tempo e disagi.

1.5 Parcheggi

I parcheggi stanno a Como come il ponte sta a Messina; Ticosa e area Ex-Stecav sono lì che aspettano da una vita, ma niente cambia. Recuperiamo i progetti della giunta Landriscina e portiamoli avanti: il progetto perfetto è quello che viene realizzato, ed in questo caso che viene realizzato nel minor tempo possibile. Mettiamo da parte egoismi e divisioni, e facciamo questi parcheggi: ed i prezzi saranno convenzionati per lavoratori e residenti.

1.6 Riorganizzazione portuale

Il porto è in condizioni pietose, e nel tempo è diventato il feudo dei cosiddetti buttadentro: iniziamo a chiamarli con il loro nome, ovvero venditori abusivi di tour in barca, che vendono servizi su suolo pubblico senza nessuna concessione per farlo, e senza pagare nessun canone. Bisogna però essere obiettivi: questi venditori rispondono ad una domanda, ma lo fanno in maniera poco professionale, indecorosa, ed utilizzando il suolo pubblico come una proprietà privata. Per eliminarli servono più consorzi autorizzati, che paghino un canone a % sui servizi che vengono venduti, con il loro pontile e con un botteghino per vendere i tour, senza venditori improvvisati. Questo strumento unito ai presidi di legalità è l’unica soluzione al problema, ed il risultato sarebbero più soldi per la città, decoro urbano rispettato, calo drastico dell’evasione fiscale. Contestualmente vanno realizzati più pontili sia per l’ormeggio, sia per il carico e scarico.

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Riflessioni sull'Italia
15/07/2026

Rinascita nazionale

La nostra cara Italia ha bisogno di essere rifondata: negli ultimi 30 anni ci siamo seduti sugli allori, e ritenendo che la storia fosse ormai finita abbiamo pensato che la nostra situazione di privilegiati fosse immutabile nel tempo. Da qualsiasi punto di vista siamo decisamente malconci: siamo il 2° paese più vecchio al mondo (49 anni di media) dopo il Giappone, e se non dovessimo invertire la tendenza ci aspetterà un crollo demografico senza precedenti. Tecnologicamente siamo 10 passi indietro rispetto alle potenze di prim’ordine, e 5 rispetto alle potenze di secondo e terzo ordine: dipendiamo quasi totalmente dalle tecnologie straniere, che se volessero “Chiudere i rubinetti” potrebbero facilmente metterci in ginocchio.

Ora non siamo più indispensabili: potemmo essere abbastanza importanti grazie alla nostra posizione sul Mediterraneo, ma molto meno di quello che potremmo pensare se si guarda al mondo con uno sguardo ampio, globale; il riassetto degli equilibri delle potenze ci ha visto così scivolare in basso nei ranghi, fino a diventare una provincia Americana di 3^fascia.

Siamo dotati di un esercito ai minimi termini, su cui abbiamo decisodi non investire e con le armi spuntate (Pensate che se una nave dovesse attaccarci i nostri soldati dovrebbero chiedere il permesso per poter rispondere al fuoco e potersi difendere, una follia senza senso), il che ci rende facili prede per il primo bullo che si trovi sulla nostra strada, oltre che un problema per i nostri alleati. Un esercito abbandonato a sé stesso, come quando abbandonammo i Marò al loro destino nel 2012, durante lo sciagurato governo tecnico presieduto da Monti.

Energeticamente siamo dipendenti dalle potenze straniere tanto quanto sotto l’aspetto tecnologico, con le nostre industrie che diventano anno dopo anno meno competitive e costrette, se ne hanno la forza, a delocalizzare per poter sopravvivere.

Altro grave problema è che il troppo benessere, i troppi comforts, questa tecnologia che da strumento si è fatta droga, ci hanno fatto perdere la voglia di fare fatica e ci hanno creato l’illusione che tutto ci sia dovuto. Ma la realtà è che niente ci è dovuto: il mondo è di chi se lo prende, qualsiasi cosa è di chi se la prende. Prendersi una cosa significa programmare, lavorare instancabilmente per ciò che si desidera costruire, significa alzarsi al mattino ed avere una missione da compiere a tutti i costi, significa rimandare il piacere oggi per raccoglierne i frutti un domani. Ed i frutti del domani saranno  In poche parole dobbiamo tornare a darci da fare, e dobbiamo farlo in fretta: quali azioni dobbiamo quindi mettere in atto per poter far rinascere la nostra Italia?

Politica demografica e abitativa

Serve una massiccia politica demografica che risvegli la natalità, accompagnata da una politica abitativa altrettanto imponente e dalla creazione di servizi per le famiglie. Significa che lo stato deve investire tanti soldi, in istruzione, sport, socialità. In questo periodo storico fare figli è diventato un onere, soprattutto in relazione ai troppi agi in cui crescono i nostri bambini ed i nostri giovani. Con un’età media di 50 anni non saremo mai in grado di competere contro popoli che sono mediamente trentenni, sia mentalmente che fisicamente. Ma soprattutto che sono educati alla vita vera, quella in cui si fa fatica. Se non invertiamo la traiettoria le previsioni danno un -20 milioni di italiani nel 2050, un fenomeno 4 volte il genocidio degli ebrei.  Chi pagherà le pensioni del futuro? Chi ci difenderà in caso di attacco nemico? Chi ci curerà da anziani? Chi metterà al mondo dei fantastici nipoti? Dobbiamo tornare a fare i figli, punto. Gli uomini, come tutti gli animali, nascono per portare avanti la specie, quindi per riprodursi. Una vita senza figli non ha senso.

Merito

La Repubblica Italiana è uno stato sovrano fondato sul lavoro; un po’ troppo vago per i tempi moderni: 78 anni fa il Popolo Italiano veniva dalla guerra, e aveva certamente un’abitudine alle privazioni ed alla fatica che lo rendevano necessariamente predisposto al lavoro. Ma i tempi sono cambiati: ora c’è modo e modo di andare a lavorare: quante volte (Troppe) si vede il lavoratore virtuoso prendere lo stesso stipendio del lavoratore pigro e senza stimoli, in virtù dello stesso tipo di contratto; e gli imprenditori con le mani legate, da un lato impossibilitati a premiare il lavoratore volenteroso a causa dell’altissima tassazione, dall’altro senza strumenti per sbarazzarsi del lavoratore poco disciplinato ed improduttivo. Il merito deve far parte dell’educazione dei nostri bambini: il tutto e subito va cancellato dalla nostra mentalità. E questo deve valere tanto per il privato quanto per il pubblico; deve valere per le graduatorie di accesso agli ammortizzatori sociali o per l’accesso all’edilizia popolare; questo principio deve valere anche e soprattutto della politica.

Politica energetica

Sotto l’aspetto energetico l’Italia è come un neonato, che dipende in tutto e per tutto dalla mamma per poter sopravvivere: importiamo da altre nazioni il 75% del fabbisogno di energia che necessaria al paese; solo che le altre nazioni non sono una mamma amorevole, ma sono i nostri competitor: e ovviamente (E giustamente) ci taglieggiano. Le altre nazioni non ci devono nulla, come noi non dobbiamo niente a loro. Questo significa ogni guerra che coinvolge una potenza strategica sul tema energetico la pagano le nostre famiglie e le nostre aziende, sempre più impoverite le une e sempre meno competitive sui mercati le altre. La soluzione, l’unica percorribile, è l’adozione del nucleare: è abbastanza ridicolo non fare centrali nucleari per paura di disastri ambientali per poi comprare energia nucleare da altre nazioni. Se un disastro ambientale avvenisse in Francia o Svizzera, da cui compriamo regolarmente energia, ne saremmo coinvolti tanto quanto loro. Solo che loro avranno goduto dei vantaggi economici, mentre noi paghiamo conti salati. Non serve il solito tappa buco temporaneo all’Italiana, ma un programma ventennale che porti il nostro paese ad essere indipendente dalle altre nazione, che porti l’Italia ad essere un uomo adulto e non un neonato.

Identità

Sobbiamo riscoprire le nostre origini culturali, le nostre radici Cristiane; è di importanza fondamentale riscoprire i nostri simboli ed i nostri miti, ed i valori che hanno forgiato i nostri antenati che tanto di buono hanno fatto in passato. E quando parlo di radici Cristiane non parlo della mera fede religiosa, perché credere o no in Dio è una scelta personale: parlo del Cristianesimo in quanto cultura. Chiunque sia nato e cresciuto in Italia è Cristiano, a prescindere che creda o no in Dio. I crocifissi devono fieramente svettare in tutte le classi, dall’asilo all’università: non dobbiamo mai scordarci cosa siamo, e non dobbiamo scendere a compromessi con nessuna etnia che non condivida i nostri simboli: se siete venuti in Italia accettate l’Italia. Questo non significa non rispettare la religione e la cultura delle altre nazioni: significa amare sé stessi. Un musulmano è libero di esserlo: ma non provi in nessuna maniera a schiacciare la nostra cultura, a non rispettare le nostre leggi, a disprezzare le nostre usanze ed il nostro stile di vita. Come noi siamo tenuti a farlo a casa loro.

Esercito

È ovvio che in un mondo in cui tutti fanno la guerra bisogna disporre di un esercito ben equipaggiato e pronto a combattere in caso di necessità. Il riarmo è assolutamente necessario nel contesto attuale, con gli Stati Uniti non più disposti a difenderci in quanto concentrati sulla Cina e sulla Russia: questa situazione, se da un lato è per noi uno shock, dall’altro è la grande occasione per poterci riprendere un ruolo da protagonisti nello scacchiere del Mar Mediterraneo.

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I problemi di Como
21/07/2026

Como non si compra

Como è il capoluogo di provincia che dà il nome al lago più bello del mondo.

Como è l’unica città in Italia con una cittadella del periodo Razionalista costruita direttamente sul lago.

Como vanta tra le sue fila personaggi come Plinio il Vecchio, Plinio il Giovane ed Alessandro Volta. Como fu la residenza dei Marchesi Odescalchi, dei Marchesi Raimondi, dei Duchi Visconti di Modrone. Como ospitò la visita degli imperatori d'Austria, Francesco II nel 1816 e nel 1826 e Ferdinando I nel 1838, mentre nel 1835 vennero ospitate Maria Cristina di Savoia, regina delle Due Sicilie , e Maria Teresa d'Asburgo-Lorena, regina di Sardegna, e nel  1859 fu il turno di Giuseppe Garibaldi.

Como ha una storia millenaria, bellezze naturali ed artistiche che tutto il mondo vorrebbe avere, un bagaglio di personalità internazionali di tutto rispetto.

Como è eccellenza a livello mondiale nell’industria tessile e nell’Hotelerie di lusso, che la rendono, grazie alle capacità dei suoi imprenditori, dei suoi professionisti, dei suoi lavoratori, una città ricca ed indipendente.

Como vanta tante associazioni sportive e culturali centenarie, dal passato e dal presente gloriosi, che costituiscono l’identità della città. Ed è compito della politica garantirgli un futuro altrettanto importante.

Come tutte le città di valore è sempre pronta ad attrarre investimenti e a collaborare. Questo deve essere chiaro: COLLABORARE. COMO È UNICA AL MONDO. COMO È INVIDIATA. COMO È STATUS SOCIALE A LIVELLO MONDIALE. COMO È AMBITA. IL MONDO VA DA COMO, NON VICEVERSA. LA STORIA DI COMO NON SI CANCELLA. COMO E I COMASCHI NON SONO, E NON SARANNO MAI, IN VENDITA. COMO È, E RESTERÁ, SOVRANA DI SÈ STESSA. COMO NON SI COMPRA.

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Cosa farei per la città
24/07/2026

Como città sicura

Negli ultimi cinque anni Como è diventata irriconoscibile: da gioiello modello per sicurezza e decoro urbano, e non a caso meta ricercata dai turisti alto spendenti di tutto il mondo, è diventata terra di conquista per maranza, piccoli criminali e venditori abusivi di ogni tipo, che stanno cercando di colonizzare la città e di portarla via ai cittadini onesti, con la complice indifferenza dell’Amministrazione. SIAMO SOTTO ATTACCO E DOBBIAMO REAGIRE IN FRETTA.

Sono anni che Como e provincia registrano un trend in salita dei reati commessi: negli ultimi cinque anni, a fronte di un calo dello 0,11% della popolazione, si è però registrato un +20% alla voce reati denunciati. Se i reati sono di più con la popolazione in calo significa che il sistema di prevenzione è peggiorato: in cosa consiste questo sistema di prevenzione? Negli agenti presenti sul territorio e quindi sui presidi di legalità attivi su di esso: in parole povere gli agenti sono pochi e non riescono a coprire tutto il territorio; perché non sono le telecamere a prevenire i reati, ma gli agenti in divisa armati e pronti ad entrare in azione, con il sostegno dell’Amministrazione e dei suoi cittadini.

Fatte queste premesse ecco qui il nostro specifico programma relativo alla città di Como:

1.1 Organico Polizia Locale

Incrementeremo considerevolmente l’organico della Polizia Locale, e con il bilancio che abbiamo possiamo tranquillamente permetterci 50 agenti in più: il costo lordo annuo è di circa 3,2 milioni di euro, ma la sicurezza delle nostre famiglie non ha prezzo, e con questa misura saremmo comunque ben lontani dall’avere un bilancio deficitario. E questi agenti non serviranno a taglieggiare i cittadini: dovranno proteggerli e farli sentire al sicuro, costringendo i criminali ad andarsene dalla nostra città.

1.2 Collaborazione con Prefettura e Questura

Il secondo strumento sarà il Comitato per la Sicurezza provinciale: la giunta collaborerà con la Prefettura e la Questura, e farà in modo che il numero degli agenti delle Forze dell’Ordine a disposizione della città sia aumentato in maniera cospicua.

1.3 Ordinanze Ad Hoc

La giunta monitorerà le situazioni delicate, sarà tempestiva ed efficace negli interventi, emetterà ordinanze mirate e farà in modo che le Forze dell’Ordine siano in grado di avere i giusti strumenti per reprimere ed allontanare dalla città chiunque provi a non rispettare Como ed i Comaschi. Nel rispetto dei limiti che la legge Italiana impone, faremo in modo che i dispositivi applicabili siano efficaci e le pene un vero deterrente.

1.4 Le forze dell'ordine saranno sacre

Il Comune tornerà ad essere alleato fraterno e rispettoso delle Forze dell’Ordine: i nostri agenti non saranno mai lasciati soli a difendersi dagli attacchi mediatici dei criminali; la nostra presa di posizione sarà forte e tempestiva, ed il messaggio sarà chiaro: I SERVITORI DELLO STATO NON SI TOCCANO E SI RISPETTANO.

La repressione di spacciatori, venditori abusivi e personaggi violenti saranno l’obiettivo di questa giunta, che non avrà pietà e sarà con loro inflessibile, perché il Centrodestra non abbatte le scuole e gli asili nido, ma i criminali, i fannulloni e i disonesti. Chiunque verrà a Como dovrà sapere che non ci sarà spazio per i delinquenti, ma solo per chi vuole lavorare e contribuire al bene della città.

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Cosa farei per la città
24/07/2026

Infrastrutture e viabilità a Como: il nostro piano per la città

Le infrastrutture e la viabilità a Como hanno bisogno di un piano serio, con interventi concreti e tempi realistici. Parcheggi, strade comunali, piscine, scuole, parchi, pontili e strutture sportive devono tornare a essere servizi realmente accessibili ai cittadini.

Parcheggi a Como: Ticosa, ex SteCav e tariffe agevolate

Riprenderemo in mano il progetto della Giunta Landriscina per l’area Ticosa, mentre nell’area ex SteCav verrà realizzato un autosilo nel più breve tempo possibile.

Non prometteremo di farlo in cento giorni: noi siamo onesti e non raccontiamo bugie ai cittadini.

Aboliremo inoltre la tariffa “Vulcano” e introdurremo tariffe agevolate per i residenti.

Viabilità a Como e rifacimento delle strade comunali

Riapriremo nel più breve tempo possibile la strada che porta a Civiglio e vareremo un piano quinquennale per il rifacimento delle strade a Como e del relativo manto stradale.

La manutenzione delle strade comunali non può più essere gestita soltanto attraverso interventi occasionali: servono una programmazione chiara e servizi manutentivi continuativi.

Piscine comunali e diritto allo sport

Per i comaschi, poter nuotare e fare sport è diventato un’utopia, non più un diritto.

Recupereremo i progetti delle piscine di Muggiò e di via del Dos elaborati dalla Giunta Landriscina, aggiornandone il PEF e le autorizzazioni ormai scadute.

L’obiettivo è riaprire la piscina di via del Dos entro tre anni e arrivare al 2032 con il cantiere di Muggiò ben avviato, se non già ultimato. La missione è risparmiare più tempo possibile.

Le piscine Sinigaglia e Casate saranno affidate alla CSU e le tariffe torneranno a essere calmierate. A tenere lontani i maranza ci penseranno le guardie giurate e le diffide, non i prezzi elevati.

Asili nido da riqualificare e riaprire

Tutti gli asili nido comunali saranno interessati da interventi di restyling e verrà riaperta almeno una delle strutture chiuse dalla precedente Giunta.

Scuole: nessuna chiusura, ma ristrutturazioni e ammodernamenti

Nessuna scuola verrà chiusa. Al contrario, saranno avviati interventi di ristrutturazione e ammodernamento degli edifici scolastici.

La scuola Corridoni avrà una vita più lunga di quella dell’attuale pseudo Giunta.

Pontili e riorganizzazione del porto di Como

L’area di Sant’Agostino diventerà il porto commerciale di Como e verrà affidata in concessione a un consorzio.

Sposteremo il pontile della Navigazione Pubblica ed elimineremo i posti barca destinati alla locazione. Le barche da 40 cavalli utilizzabili senza patente saranno trasferite al pontile di Villa Geno, al di fuori del porto.

Il consorzio avrà a disposizione un ufficio dal quale vendere i tour. I venditori non autorizzati verranno banditi e saranno inasprite le sanzioni per le società che proveranno a non rispettare le regole.

Il pontile di Viale Geno verrà ristrutturato e destinato agli ormeggi delle barche impiegate nelle attività commerciali. Gli spazi saranno assegnati per dieci anni attraverso un bando, dal quale verranno escluse le società con lavoratori colpiti da DASPO perché sorpresi a vendere tour abusivamente.

L’intera area portuale sarà presidiata giorno e notte dalle Forze dell’Ordine. Verranno inoltre emanate ordinanze contro l’abusivismo e il mancato rispetto del decoro urbano, così da fornire alle Forze di Polizia gli strumenti necessari per svolgere al meglio il proprio lavoro.

Parchi a Como: elimineremo degrado e incuria

I Giardini a Lago verranno ultimati e riaperti, mentre i parchi di via Negretti e via Baserga saranno ristrutturati.

Tutti i parchi cittadini saranno sottoposti a manutenzione e pattugliati dalle Forze dell’Ordine. Dovranno tornare a essere luoghi di divertimento e socialità dedicati alle famiglie, non bivacchi per maranza e piccoli delinquenti.

Strutture sportive e Campo CONI

Mapperemo tutte le palestre e i centri sportivi cittadini, che saranno sottoposti a lavori di restauro e ammodernamento.

Il Campo CONI verrà ristrutturato e rimesso a nuovo, mentre la questione del rugby sarà finalmente sbloccata nel più breve tempo possibile.

Questo è il progetto con cui vogliamo accompagnare la città verso le elezioni Como 2027: interventi concreti, tempi realistici e infrastrutture finalmente restituite ai cittadini.

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Cosa farei per la città
10/08/2026

Tutela del cittadino

Negli ultimi cinque anni la politica dell’Amministrazione è stata quella di trattare il Comune come cosa privata ed il cittadino come un consumatore da spennare il più possibile.  Abbiamo visto asili nido chiusi, tentativi di abbattere scuole per far spazio a parcheggi per il calcio, bocciofile chiuse, tariffe vulcano, tari aumentata, parchi in stato di degrado ed abbandonati, pontili chiusi, associazioni sfrattate, nessun servizio alle famiglie, piscine chiuse o troppo costose, palestre in stato di degrado, microcriminalità, sporcizia, venditori abusivi ovunque, furti, rapine, risse.

Quando il centrodestra prenderà in mano la città il cittadino ed i suoi bisogni torneranno ad essere al centro delle politiche dell’Amministrazione: il benessere del cittadino e la sua sicurezza saranno la prerogativa del governo comunale.

La tariffa vulcano verrà abolita alla prima occasione utile, per tornare alle precedenti tariffe; le scuole non saranno abbattute ma verranno ristrutturate, e produrranno i futuri avvocati, commercialisti, dottori ed operai specializzati della città; i disabili avranno finalmente la loro piscina; le concessioni alle associazioni verranno rinnovate e vincolate ad aprirsi alla città; i nuovi parcheggi che verranno costruiti avranno abbonamenti e tariffe convenzionate per residenti e lavoratori; la tari verrà riportata ai livelli precedenti; una cospicua parte del bilancio verrà investita in sicurezza e pulizia della città; la città sarà pulita e non sarà più il cestino della spazzatura maleodorante a cielo aperto degli ultimi cinque anni; i nostri parchi verranno riaperti e saranno adeguatamente presidiati e pattugliati, tornando ad essere luoghi di aggregazione e divertimento, non più di spaccio e violenza; il Comune sarà lieto di ospitare e patrocinare eventi musicali, mostre, sagre; i cittadini torneranno a vedere molti più agenti delle Forze dell’Ordine e molti meno maranza e criminali.

COMO TORNERÁ AD ESSERE SICURA, LIBERA, DEI CITTADINI COMASCHI E PER I CITTADINI COMASCHI.

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Cosa farei per la città
21/08/2026

La mia visione della città

La STRATEGIA è ciò che una collettività deve perseguire per sopravvivere: essa è collegata alle esigenze strutturali che una determinata collettività ha: la strategia è data dalle condizioni esistenti, non si può scegliere. LA STRATEGIA NON SI ELABORA, SI DEDUCE. Nella disponibilità di una collettività c’è invece il come si vogliono perseguire gli obiettivi strategici, e questo “Come” ha il nome di TATTICALA TATTICA SI ELABORA.

Fatta questa premessa è facile intuire che il programma per la città, ovvero la strategia della città, che è ciò di cui la città stessa necessita per sopravvivere e progredire, ce lo dà essa stessa: la condizione sine qua non per dedurre il programma è conoscere a fondo il territorio, avendone chiare le carenze, i punti di forza e le necessità.

La tattica saranno invece gli strumenti che metteremo in campo per raggiungere gli obiettivi strategici. La domanda che quindi dobbiamo porci è: cosa manca alla nostra città per poter sopravvivere ed evolvere?

  • SICUREZZA: Gli ultimi episodi di violenza (Rapine, accoltellamenti, risse, furti, abusivismo e degrado) lo dimostrano: la nostra città e noi cittadini onesti stiamo diventando preda di malviventi e dei cosiddetti “Maranza”. Noi Comaschi meritiamo una città che sia costantemente presidiata dalle forze dell’ordine, e a questo obiettivo verrà sacrificata una cospicua parte del bilancio. La mia proposta è di aumentare l’organico della Polizia Locale del 50%, non con l’obiettivo di dare multe, bensì per presidiare costantemente la città, e fare da deterrente a qualsiasi comportamento che sia contro la legalità ed il decoro urbano. Il secondo strumento, ma non meno importante, sarà quello di richiedere al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza un aumento delle unità in servizio nel capoluogo di provincia.
  • COMO CITTÁ TURISTICA: Como deve decidere cosa vuole fare da grande: è una città postindustriale la cui fonte economica prevalente è quella turistica, ma fino ad oggi si è dimostrata incapace di gestirla, questa fonte. Dall’immediato post covid ad oggi noi Comaschi siamo stati investiti dal turismo, che abbiamo subito passivamente, nel bene e nel male. Il punto di partenza è quello di dirsi chiaramente che “Siamo diventati una città turistica”: se non si ha chiara in mente la propria identità non si può decidere dove vogliamo andare e come arrivarci. Siamo diventati una città turistica ma ancora non abbiamo espresso una visione programmatica: lo step che ci aspetta è decidere quale tipo di turismo vogliamo sviluppare, il target di turisti che vogliamo portare in città e, di conseguenza, il tipo di servizi che si dovranno predisporre per tutelare i cittadini Comaschi e rendere la proposta turistica efficiente e profittevole.
  • TUTELA DEL CITTADINO: Como è una città divisa, in cui i residenti, al posto di godere dei benefici dell’economia turistica, ne subiscono gli effetti collaterali. Bisogna fare in modo che il turismo sia messo al servizio dei residenti, e che la ricchezza che porta sia superiore rispetto ai disagi che crea. Tradotto: bisogna investire i (Tanti) soldi nelle casse del Comune in servizi che alzino la qualità della vita dei cittadini.
  • INFRASTRUTTURE: Como necessita di PARCHEGGI, PISCINE, STRADE, ASILI NIDO, SCUOLE, PONTILI E RIORGANIZZAZIONE PORTUALE, PARCHI, STRUTTURE SPORTIVE. Non di promesse dei 100 giorni: ma di lavoro duro, massimo impegno, serietà, affidabilità, competenza, pragmatismo e amore per la città.
  • CULTURA ED EVENTI: Como, si sa, ama andare a letto presto; ma sappiamo altrettanto bene che è perennemente annoiata e con una gran voglia di espressione culturale, di più spazi e spazio per i giovani (Sani) e musei. Villa Olmo deve tornare ai fasti delle grandi mostre organizzate da Sergio Gaddi, e diventare il punto di riferimento degli eventi culturali che si terranno in città: il suo parco va sfruttato per mostre, concerti, eventi. Il circuito dei musei va invece razionalizzato e valorizzato: secondo gli ultimi dati disponibili risalenti al 2019, la provincia di Como registrò 3,9 milioni di presenze turistiche (Pernottamenti) più 36.000 presenze giornaliere, ma solamente 112.000 furono coloro che visitarono i musei. Significa che meno del 2% dei turisti viene attirato nei nostri musei, un risultato semplicemente inaccettabile: significa molti posti di lavoro non creati e tanta ricchezza persa, un vero peccato. L’obiettivo minimo deve essere 500.000 visitatori nei musei (Esclusa Villa Olmo) entro la fine del mandato.
  • PULIZIA E VERDE: La città è sporca e disorganizzata, e una città che non rispetta sé stessa non può pretendere che sia rispettata da chi non la vive: uno straniero in vacanza e trova una città sporca è molto più probabile che non rispetti le norme di decoro urbano. Occorre potenziare la raccolta aumentandone la frequenza, (Alzando la tassa di soggiorno), e in orari sensati: lasciare la spazzatura sotto al sole con 35 gradi da metà pomeriggio è una pessima idea per tutti, cittadini e turisti; questa città bisogna inoltre pulirla, e bene: è necessario disporre i giusti apparati che controllino che gli addetti lo facciano bene. Servono inoltre molti più cestini nelle aree di maggior affluenza di persone. Per quanto riguarda la cura del verde urbano verrà accuratamente pianificata e sarà in egual misura in tutta la città: le periferie avranno lo stesso trattamento che verrà riservato al lungolago.
  • ASSOCIAZIONI SPORTIVE E CULTURALI: Le associazioni sportive e culturali sono l’anima e l’identità storica di Como: occorre rinnovare loro le concessioni, consentire che effettuino attività commerciale (Con finalità di reinvestimento nell’associazione stessa) e vincolarle alla collaborazione con le scuole; i nostri bambini e i nostri nipoti devono amare l’identità storica della nostra città, devono viverla e tramandarla alle future generazioni. Le suddette associazioni, pur restando dei club privati, devono aprirsi alla cittadinanza, fissando aperture al pubblico: gli immobili, seppur in concessione, restano Comunali, e quindi di tutti i Comaschi. Questa deve essere l’immagine di Como: una città turistica in cui si fa business, aperta a gruppi stranieri, ma che non vende la propria identità, il proprio cuore pulsante.
  • TECNOLOGIA: Como è nettamente indietro rispetto a tutte le principali mete turistiche europee: i servizi digitalizzati sono ai minimi termini e la mobilità è rimasta indietro di 30 anni. Allo stesso tempo Como ha nel senatore Alessio Butti il suo massimo esponente politico e, coincidenza, ha la delega all’innovazione tecnologica; tra le politiche che sta cercando di portare avanti, la più ambiziosa è quella di far diventare Como l’hub Europeo per ciò che riguarda l’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale. È quindi fondamentale sostenere il Senatore nella sua politica con l’obiettivo di far diventare Como l’avanguardia nazionale in questo campo: fondi europei e PNNR aspettano solo progetti validi in cui essere investiti; il Politecnico ed una galassia di start-up innovative non aspettano altro che essere valorizzate.

9 punti strategici, niente programmi da 40 capitoli confusionari e pieni di retorica fine a sé stessa, in cui tattica e strategia si fondono in un minestrone male assortito: 9 punti chiari, concisi, lineari, facilmente controllabili, difficilmente mistificabili, questa è la strategia che la situazione della città impone e di cui sarà mia premura e piacere svilupparne la tattica.

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Il programma mai realizzato
21/08/2026

Parcheggi

“In passato abbiamo assistito alla demonizzazione degli stalli della sosta in prossimità del centro. Il nostro punto di vista è contrario: i parcheggi servono e servono soprattutto dove si trovano i servizi di cui i cittadini necessitano, molti dei quali, appunto, sono proprio in centro e/o in prossimità delle aree della città più densamente popolate. 1.1 Per combattere i caroselli alla ricerca di un posto auto da parte sia dei cittadini sia dei forestieri, daremo il via entro i primi 100 giorni di governo all’iter che porterà alla creazione di almeno, al-me-no, nuovi 1000 posti auto. Almeno 650 in Ticosa (necessitiamo parcheggi, non progetti campati per aria), almeno 350 nell’area ex-Stecav di Viale Innocenzo XI e molti altri nei pressi del molo di Tavernola e nella piana di Muggiò. Valuteremo attentamente inoltre la creazione di un autosilo anche all’Ippocastano di via Aldo Moro. 1.2 Considerato che i proprietari di tutto il suolo comasco sono tutti i cittadini comaschi, nei nuovi parcheggi tutti i cittadini comaschi avranno tariffe super convenienti tramite l’utilizzo di apposite tessere e app per i parcometri. 1.3 Introdurremo tariffe specifiche per parenti di malati in visita nelle strutture sanitarie cittadine e abbonamenti per i lavoratori forestieri (tessere ricaricabili scontate)”.

Questo è il primo punto del programma meno realizzato della storia della città di Como, e che questo primo punto è il perfetto riassunto dell’operato di questa giunta incompetente. Sono passati 4 anni, non 100 giorni, e dell’inizio di questo iter che avrebbe dovuto portare alla creazione di ALMENO 1000 parcheggi non ne abbiamo visto nemmeno l’ombra.

Le aree Ticosa ed ex-Stecav sono tutt’ora abbandonate, e sono il biglietto da visita della nostra città;  ma oltre al danno questa giunta ha visto bene di procurare anche la beffa: durante il suo mandato Rapinocchio ci ha anche deliziati con la sua fantastica tariffa “Vulcano”, portando il prezzo dei parcheggi a 3€ all’ora in tutta la città e, in alcune zone, con validità 24 ore su 24. E, dulcis in fundo, al posto delle fantastiche tessere ed app per gli sconti ai Comaschi, ha visto bene di introdurre Falco e Birba, le auto che consentono di dare un sacco di multe ai già più che taglieggiati Cittadini.

Che dire: un Simposio di fuffa e bugie propinateci dal nostro eroe, da questo gladiatore illuminato venuto a salvare Como ed i Comaschi da una vita tranquilla ed agiata, che verrà ricordato per secoli come Rapifuffa il grande bugiardo.

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Il mio punto di vista

Idee prima delle appartenenze

Osservo, approfondisco e condivido ciò che penso con libertà, responsabilità e attenzione ai fatti. Cedo che le buone idee nascano dal confronto aperto e dal rispetto delle persone.

Credo sempre nelle idee che possono essere spiegate, discusse e migliorate. 

Pietro Peddone

Chi sceglie me abbraccia il merito e le competenze.

Pietro Peddone

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